Colt Navy 1851, dal Far West all’Europa

La Colt Navy 1851 resta sempre uno dei modelli più interessanti tra quelli che portano il marchio di fabbrica di casa Colt. Giunse al momento adatto sul mercato, dopo che erano state lanciate sia la Colt Dragoon che la Colt Pockett, che, come suggeriscono i nomi stessi, erano l’una molto grande ed ingombrante, l’altra praticamente tascabile. La Navy giungeva a fare da via di mezzo, e diventò subito molto popolare sia come pistola d’ordinanza dell’esercito e della marina degli Stati Uniti, che come arma di uso privato. Per il resto, il modello era perfino abbastanza simile agli altri due.

Samuel Colt: dal Far West alla storia internazionale delle armi

Samuel Colt, inventore della rivoltella, nacque ad Hartford il 19 luglio 1814 e vi morì, ancora giovane, il 10 gennaio 1862. Tutti gli appassionati di pistole, e di armi in genere, lo ricordano come un mito. Anche coloro che non annoverano le celeberrime Colt tra le loro armi preferite. Si sa, ogni collezionista o studioso di armi ha i suoi miti personali, ma la Colt e colui che la progettò hanno sempre un posto d’onore riservato nella cultura personale dei cultori del genere. Imprenditore statunitense, fondò la sua impresa, la fabbrica di Colt, sulle rive del fiume Connecticut.

Sharps Pepperbox: dal Far West, micro pistola a quattro canne

La Sharps Pepperbox, il cui nome non è conosciuto da tutti, aveva nel Far West un’autentica posizione di privilegio tra la gente dei saloon. Derringer è un altro nome usato per questa pistola, forse con più successo. Spesso usata durante il gioco d’azzardo, questa Pepperbox era maneggiata rapidamente ed a sorpresa, grazie alle ridottissime dimensioni. Entrò in produzione dal 1859, a firma C. Sharps Company e Sharps & Hankins Company: due fabbriche per una piccola arma letale e quanto mai popolare. Per i cultori dell’epoca, oggi possedere una Pepperbox è un vero vanto, per le davvero singolari particolarità che andremo ad osservare.

Smith & Wesson 29: varianti interessanti del revolver

Abbiamo già parlato della mitica Smith & Wesson 29, come i nostri più fedeli lettori sanno. In generale, abbiamo parlato del mito S & W 29 e di come la leggenda ci fu tramandata anche da alcune delle più importanti pellicole cinematografiche classiche. Ebbene, il destino di questa pistola ebbe un seguito, di cui non abbiamo ancora parlato: le sue varianti, ognuna un programma davvero interessante.

Smith & Wesson 500: la pistola più potente del mondo

La Smith & Wesson modello 500, lanciata nel 2003, è una pistola insolitamente pesante e grande, lanciata fin da subito sul mercato dalla fabbrica S & W come “pistola più potente del mondo”. Si tratta di un revolver a doppia azione, che doveva esser munizionato con cartucce .500 S & W Magnum. Presenta un telaio piuttosto grande, che rispetto ai progetti dei modelli tradizionali della stessa casa produttrice era stato modificato appositamente per l’uso di queste cartucce particolarmente potenti. I proiettili .500 S & W Magnum hanno infatti un peso di 350 grammi, e possono arrivare ad una lunghezza di tiro di 1975 piedi al secondo (circa 602 metri). Date queste caratteristiche tecniche, l’appellativo di pistola più potente del mondo era, bisogna notare, tutt’altro che un semplice slogan pubblicitario.

Volcanic: da Smith & Wesson, pistole e fucili di nuova concezione

Abbiamo già parlato della difficile nascita nel 1854 della ditta americana Smith & Wesson, fondata dai due soci Horace Smith e Daniel B. Wesson dopo il loro iniziale fallimento del 1852. Proprio nel primo anno della apertura della nuova azienda, misero a punto la pistola Smith & Wesson Volcanic, creata su richiesta di un’altra fabbrica d’armi dell’epoca, la Volcanic Arms Company. Non solo pistola, ma anche fucile: il progetto iniziale è stato modificato fino a ricavarne entrambe le versioni. Tutte e due erano basate sul caricamento a leva, e le munizioni erano di un nuovo tipo: secondo la nuova tradizione inaugurata dalla Smith & Wesson, i tempi di ricarica erano ridotti dal fatto che non si facesse più uso dell’avancarica.

Smith & Wesson Schofield: pistola da Far West

La pistola Smith & Wesson Schofield fu messa in produzione dal 1869. Abbiamo già parlato degli altri storici primi modelli della Smith & Wesson, tra i quali spiccano soprattutto l’indimenticata S & W 29 e la S & W 686. Sempre di quegli anni, questo revolver si fece strada in modo particolare nel classico ambiente del Far West. In questo ambito non si può fare a meno di notare quanto quest’arma abbia trovato terreno fertile tra i pistoleros del tempo, grazie alle sue specifiche caratteristiche: prima tra tutti, la velocità di caricamento, che ne faceva una pistola degna delle migliori scene a cui il cinema classico e moderno ci ha abituati.

Smith & Wesson, parte terza: verso il successo consolidato

Continuiamo oggi con la nostra analisi della storia della celebre fabbrica di armi Smith & Wesson, iniziata con i fatti riguardanti l’esordio fallimentare e doloroso della società, e proseguita con l’insperato successo che ebbero in seguito i modelli Smith & Wesson 1867 e Smith & Wesson 1870. Abbiamo visto come il modello Schofield, del 1875, addirittura diventò il rivale per eccellenza della Colt Single Action Army, che all’epoca andava per la maggiore sia tra i civili che come arma militare d’ordinanza. Ovviamente il confronto in quel tempo era impari, e la Colt rimase la più popolare tra le due. Ma bisogna considerare già un grande onore il fatto che la pistola Smith & Wesson Schofield, nella versione di calibro .45, riuscisse ad essere l’unica concorrente della Colt.

Smith & Wesson 686, pistola adatta a tutti

La pistola Smith & Wesson 686, assiame alla più nuova versione 686 Magnum plus, è secondo alcuni la più amata dagli appassionati italiani. Il modello classico è a sei colpi, mentre la versione Magnum ha un colpo in più, senza che il diametro del tamburo abbia subito variazioni. Quest’ultima, dunque, è davvero al momento una pistola abbastanza prestante, ricercata ma al tempo stesso diffusa per la sua versatilità.