Dalla Francia la classe Courbet

Per effetto delle nuove Dreadnought la Francia decise di sostituire le navi della classe Danton,  entrate in servizio tra il 1906 e il 1911, con un dislocamento da 18300 tonnellate con la nuova classe Coubert che garantivano prestazioni e caratteristiche simili alle Dreadnought.

In sostanza, la classe Courbet era considerata la risposta francese alle Dreadnought: soluzioni innovative realizzate dall’ammiraglio Fisher, il Primo Lord del Mare nel 1904.

Dal Giappone la classe Fuso

Le due navi da battaglia della classe Fuso furono varate durante la prima guerra mondiale, per la precisione tra il 1914 e il 1915, e potevano vantare, alla costruzione, di un dislocamento pari a 30600 tonnellate che potevano però raggiungere i 31000 a pieno carico.

Le navi della classe Fuso appartenevano alla flotta giapponese che, insieme alla Yamashiro, erano state messe in contrapposizione alle navi della classe Nevada o alla Queen Elisabeth della marina britannica.

In effetti, l’idea della marina giapponese era quello di offrire una risposta militare agli USA contrapponendo la nave da battaglia giapponese alle realizzazioni americane e britanniche nel teatro militare del Pacifico.

La Dante Alighieri, la prima dreadnought italiana

La nave da battaglia Dante Alighieri, per la precisione era classificata come corazzata, era la prima realizzazione della marina regia – uscita dal cantiere navale di Castellamare di Stabia nel 1910 e dismessa nel 1928 – che poteva disporre, rispetto il naviglio di allora, di torri trinate per cannoni da 305/46 mm con quattro eliche e cannoni monocalibro.

L’idea di costruire una corazzata di tipo monocalibro,  dreadnought , è del 1908 su progetto del generale del Genio navale Edoardo Masdea proponendo una soluzione molto originale tanto che la Dante Aligheri fu presa come modello per molte altre realizzazioni dell’epoca. In effetti, allora era fortemente sentita la necessità di coniugare la potenza bellica con il peso e, allo scopo di offrire una risposta di questo tipo, Masdea propose di raggruppare l’artiglieria in torri trinate: in questo modo si riuscì a ridurre così il peso dell’artiglieria di grosso calibro.

Le navi della classe Michigan

Le navi della classe Michigan rappresentano di certo una novità per il panorama della marina  militare insieme alla Dreadnought. In effetti, la Dreadnought fissò lo standard per le navi da battaglia della Grande Guerra definendo nuovi precisi limiti di velocità e di grandezza dotati di cannoni di grosso calibro, anche se la mancanza di armamenti di calibro secondario ne rivelò diversi limiti.

La marina britannica costruì la Dreadnought poco prima della Michigan di marca americana precedendo, per l’appunto, la marina americana nella strada della nuova concezione delle forze navali militari.

In effetti, la Michigan, sebbene la costruzione iniziò prima della Dreadnought, fu messa in servizio dopo l’esempio navale inglese. Le navi della classe Michigan potevano disporre di artiglierie principali in torri binate sovrapposte in grado di sparare su entrambi i lati della nave: un aspetto in più rispetto alla Dreadnought.