Gli uomini del Reggimento SanMarco equipaggiati con AR 70/90

Beretta AR 70/90, il fucile d’assalto italiano

Soldati Italiani in pattuglia armati con AR 70/90Come in tutti gli eserciti del mondo anche in Italia i militari sono dotati di un fucile d’assalto appositamente creato dall’azienda di casa e così la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta  ha ideato l’AR 70/90 (Assault Rifle 70/90).

Il fucile d’assalto AR 70/90, utilizza cartucce in calibro NATO 5,56 × 45 mm, la Beretta ne sviluppò il progetto nel 1968, in collaborazione con la casa svizzera SIG Sauer (l’odierna SAN – Swiss Arms), e la prima versione dell’arma apparve nel 1972 con la denominazione AR 70; all’epoca il nuovo fucile fu dato in dotazione alle Forze Speciali italiane come i NOCS della Polizia di Stato, il gli Incursori del COMSUBIN, i fanti del Battaglione San Marco (oggi Reggimento San Marco) e i VAM (Vigilanza Aeronautica Militare).

Gli eventi di marzo, le manifestazioni e le fiere del mese

È in piena attività l’Heli Expo di Orlando in Florida, USA, la più grande esposizione statunitense dedicata al  mondo degli elicotteri e ritrovo impedibile per la comunità elicotteristica internazionale e per gli operatori del settore difesa, mentre si è conclusa la manifestazione presso l’aeroporto di Avalon, situato tra Melbourne e Geelong, nello stato del Victoria.

In effetti, l’aeroporto di Avalon, tra Melbourne e Geelong, ha ospitato la mostra “Australian International Airshow and Aerospace & Defence Exhibition”, uno dei sei saloni aerospaziali più importanti del sud – est asiatico.

L’evento di Orlando, che si concluderà il prossimo 8 marzo, è una importante occasione per le aziende italiane desiderose di intavolare nuovi accordi economici e tecnologici, oltre a proporre proprie soluzioni in un segmento sempre in piena attività.

La Colt M1911A1 in dotazione all'FBI

Colt 1911A1, una pistola attraverso la storia

Pistola Colt 1911A1 dell'US ArmyVecchia antagonista della Beretta 92FS, quale pistola d’ordinanza per l’esercito americano, fu la pistola semi-automatica Colt M1911 Giambroy calibro 45 ACP. La Colt M1911 nacque dal progetto di John Browning e fu adottata dall’US Army dal 1911 al 1985; la pistola venne molto usata nei due conflitti mondiali e nelle guerre sui territori di Corea e Vietnam nelle versioni prodotte M1911 e M1911A1.

Agli inizi del 1900 l’Esercito degli Stati Uniti decise di sostituire gli ormai obsoleti revolver 38 e a tal fine testò alcuni modelli di pistole a canna rinculante tra cui il C96 della Mauser, la Steyr Mannlicher M1894 e la Colt M1900, ma le prove non diedero i risultati richiesti quindi l’attenzione fu indirizzata verso le pistole Luger. Il potere d’arresto del calibro 9 mm delle Luger però non venne considerato sufficiente pertanto la scelta cadde sul calibro 45.

I fucili Mosin-Nagant

Il fucile denominato Mosin-Nagant nasce dalla combinazione di due interessanti progetti: uno di un ufficiale al servizio dell’esercito zarista, un certo Sergej Ivanovič Mosin, e l’altro di un belga chiamato Nagan e i primi test furuno condotti nel lontano 1890.

L’unione di questi due differenti soluzioni portarono allo sviluppo e alla realizzazione del Mosin-Nagant, modello 1891, e fu utilizzato dall’esercito dello zar Nicola II fino alla dissoluzione dell’impero russo avvenuto nel 1917.

L’intento originario era quello di sostituire i vecchi fucili Berdan privi di meccanismo automatico di sparo; in effetti, da questa considerazione si volle approntare una soluzione con caricatore a cinque colpi.

Le uniformi della Polizia di Stato

La Polizia di Stato, così come l’Esercito e gli altri corpi militari, mette a disposizione dei propri uomini (e donne) diverse uniformi, da indossare a seconda della stagione o della circostanza.

L’uniforme che più spesso vediamo nelle nostre strade è quella Ordinaria, costituita da pantaloni classici di colore grigio-azzurro con filettatura cremisi, camicia bianca con colletto inamidato, giubba di colore blu con bottoni bianchi, cravatta e calze di colore blu, berretto rigido di colore blu, scarpe e guanti di pelle nera e cinturone bianco. Le donne possono indossare anche scarpe nere con tacco e gonna di colore grigio-azzurro con filettatura cremisi. A seconda delle condizioni meteorologiche, l’uniforme può essere arricchita con un maglione a V di colore blu e da un giaccone.

Le “lunge mine”, le armi anti carro giapponesi

Questo è uno scenario del tutto particolare; in effetti, ci troviamo nelle assolate isole del Pacifico sul finire della seconda guerra mondiale: per la precisione nel 1944.

La situazione per l’impero giapponese è davvero critica  con l’esercito americano che incalza su ogni isola del Pacifico: il Giappone teme sempre di più che l’esercito nemico sbarchi sul suo territorio nazionale e, in questo scenario, occorre inventarsi qualcosa.

In effetti, l’efficacia dei carri armati statunitensi nelle operazioni belliche e la carenza dei rifornimenti militari ha portato, con la forza della disperazione, l’esercito giapponese a concepire un nuovo modo di combattere ricorrendo ad armi costruite sul posto.

Elicottero Iroquois equipaggiato con Gatling M61

Mitragliatrice Gatling, la tempesta di fuoco

M134 Minigun con Gatling SistemLa Gatling è una mitragliatrice che adotta un sistema a canne rotanti alle quali sono collegati altrettanti percussori. In pratica ogni cartuccia viene spinta in avanti fino al momento della percussione in modo che ogni canna spara un unico colpo in modo ciclico durante la rotazione, quindi l’arma espelle il bossolo vuoto e carica automaticamente una nuova cartuccia per poi ricominciare il ciclo di fuoco. Il sistema Gatling permette una maggiore velocità di fuoco a confronto di un minore surriscaldamento delle canne e quindi minore probabilità di inceppamento dovuti in genere proprio al forte volume di fuoco che in questo tipo di arma viene distribuito sulle molteplici canne.

La mitragliatrice Gatling fu inventata dal progettista americano Richard Jordan Gatling nel 1861 e possiamo considerarla la prima mitragliatrice della storia. Nei primi modelli di questa mitragliatrice il moto di rotazione della canne, con relative carica della cartuccia ed espulsione del bossolo, veniva impresso dall’azione manuale su una manovella azionata dall’operatore. Rispetto alle moderne armi dello stesso tipo la Gatling veniva alimentata da munizioni sciolte grazie ad un caricatore metallico a forma conica all’interno del quale le munizioni scendevano per gravità e anziché unite da cingoli o stecche.

Le uniformi dell’Esercito Italiano

L’Esercito Italiano mette a disposizione dei propri militari quattro diversi tipi di uniforme, da utilizzare a seconda della circostanza nella quale vengono impiegate. Ci sono uniformi di Servizio e Combattimento, uniformi Ordinarie, uniformi di Servizio ed uniformi da Cerimonia, tutte nelle varianti estive ed invernali e combinate a volte con altri accessori (sciarpe, berretti o pullover) in occasioni speciali.

L’uniforme di Servizio e Combattimento è costituita da una giubba e da un paio di pantaloni con colori che comprendono diversi tipi di giallo, verde e marrone, permettamente riconoscibili in ambito civile, ma “mimetizzanti” in territorio di guerra.

Il sistema TERCOM

C’è un filo che lega il Tercom con il Tomahawk; in effetti, il modello BGM-109 Tomahawk utilizza come sistema di navigazione il TERCOM: un sistema avanzato di guida che permette di rilevare la corrispondenza, a meno di qualche approssimazione, del profilo del terreno al fine di raggiungere l’obiettivo in precedenza impostato nella memoria del computer.

Secondo le indicazioni, il TERCOM è un sistema di navigazione che utilizza un programma software residente nella memoria del calcolatore di bordo che permette di rilevare il profilo del terreno che deve corrispondere alla missione impostata.

Shuriken, armi da ninja

Duen Ninja si combattonoLi abbiamo visti migliaia di volte in scene di film storici giapponesi o moderni di arti marziali, magari qualche volta abbiamo anche pensato di usarli personalmente: sono i micidiali Shuriken.

Il termine Shuriken letteralmente viene tradotto come lama nascosta nella mano, in particolare indica dardi di varie forme e dimensioni che possono essere suddivisi in due grandi categorie: i Bo Shuriken e gli Shaken. La prima categoria dei Bo Shuriken la più diffusa, è costituita da tre modelli principali distinti a seconda della provenienza del materiale utilizzato per la loro costruzione; il primo modello, definito “gata hari” ha forma cilindrica con lati dritti oppure a forma di ago; il secondo modello, definito “gata Kugi” ha sezione quadrata a forma di chiodo; il terzo modello, definito “Tanto gata”, di forma piatta e più ampia con un aspetto molto simile ad un coltello. In genere i Bo Shuriken sono lunghi dai 12 ai 21 cm ed hanno un peso che varia dai 35 ai 150 grammi. Le tre categorie Bo Shuriken si suddividono a loro volta secondo  una classificazione distinta in base alla forma delle lame o in base agli oggetti dai quali sono stati adattati.