Soldato tedesco impugna una MG 3

MG 42, la mitragliatrice

Soldati tedeschi sparano con MG42 da postazione fissaL’avrete visto in migliaia di film di guerra…il soldato tedesco che da una postazione fissa, in genere un bunker, mitraglia ogni cosa che vede muoversi; sapete quel soldato con cosa sta sparando? Semplice spara con una mitragliatrice MG 42 (Maschinengewehr 42) calibro 7,92 mm.

La mitragliatrice MG 42 è stata in dotazione all’esercito tedesco dal 1942 alla fine della seconda guerra mondiale;  alla fine del 1943 è stata anche utilizzata dall’esercito della Repubblica Sociale. L’MG42 ancora oggi non ha eguali per semplicità d’uso, cadenza di fuoco e affidabilità.

Browning HP, il re delle calibro 9

Se dovessimo scegliere un personaggio da citare come il “padre” delle armi automatiche e semi-automatiche, non avremmo dubbi nell’indicare John Browning, uno dei più grandi progettisti e sviluppatori non solo della sua epoca, ma di tutta la storia. Ci ripromettiamo di dedicargli un intero articolo di qui a qualche giorno, ma per ora vogliamo concentrare l’attenzione su una delle sue creature, la Browning HP, una pistola semi-automatica calibro 9 mm, che vide la luce dopo la morte del suo ideatore.

John Browning era già molto noto per aver prodotto colt, Winchester e mitragliatrici, ma nel 1925 decise di seguire l’idea che lo portò alla progettazione di una calibro 9, salvo poi morire dopo aver “partorito” il primo prototipo. Il progetto venne comunque continuato, per passare poi nelle mani dei belgi, che la arricchirono del caricatore bifilare, vera novità per l’epoca.

Aviere in servizio di guardia imbraccia l'ltima versione del MAB 38/57

MAB 38, Moschetto Automatico Beretta modello 1938

Due esemplari di Beretta MAB38Già da prima della seconda guerra mondiale i fanti dell’esercito italiano avevano in dotazione un fucile d’assalto automatico: era il MAB 18. Successivamente il progetto, che aveva riscosso un discreto successo, fu ulteriormente sviluppato e la Beretta ideò il MAB 38, ovvero Moschetto Automatico Beretta Mod. 1938 (dall’anno di produzione 1938).

I primi ad essere equipaggiati con il MAB 38 furono gli appartenenti alla PAI (Polizia dell’Africa Italiana) tanto che il Ministero delle Colonie ne ordinò da subito un cospicuo numero di esemplari. Allo stesso tempo anche il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno decise di acquistarlo per la dotazione di quello che era il Regio Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza. Nonostante le autorità militari avessero omologato il MAB 38 per la dotazione del Regio Esercito, l’arma entrò in servizio solo nel dicembre 1941. In seguito anche la Regia Marina decise di armare il personale del Battaglione “NP” (Nuotatori Paracadutisti) con il MAB 38, e così fece anche la Regia Aeronautica con il proprio Battaglione “Adra” (Arditi Distruttori Regia Aeronautica).

Il Moschetto Automatico Beretta modello 18

MAB 18, Moschetto Automatico Beretta mod.18

Moschetto Automatico Beretta modello 18A cavallo tra i due conflitti mondiali tra Italia e Germania, furono sperimentati alcuni modelli di armi lunghe con funzione di tiro automatico (raffica) o selettivo (colpo singolo), che utilizzassero cartucce con calibro da pistola, i cosiddetti mitra. Tra tutte spiccavano, gia nel 1915, l’italiana Villar Perosa mod.15 calibro 9 Glisenti delle fabbriche FIAT, e la tedesca Bergmann MP 18 calibro 9 mm Luger. In Italia il grande successo della Villar Perosa mod.15 era soprattutto dovuto al grosso volume di fuoco sparato da un arma che poteva equipaggiare mezzi leggeri come biciclette, aerei o trasportate da fanti per essere utilizzate su treppiedi. La Beretta fu tanto colpita dal successo della Villar Perosa mod.15 da volerne prendere spunto al fine di creare un arma d’assalto individuale in versione automatica.

Un carabiniere imbraccia una PM12S2 durante un posto di controllo

Beretta PM12/S2, non invecchia mai

Beretta PM12/S2C’è un posto di controllo e vedete una pattuglia della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri, il capopattuglia vi ferma con la paletta e notate l’altro agente che a distanza vi tiene sotto controllo indossando un giubbotto antiproiettile e impugnando un’arma particolare che somiglia a una grossa pistola ma non lo è; tutti la chiamano mitraglietta: è la pistola mitragliatrice Beretta PM12.

A cavallo tra i due conflitti mondiali la Beretta lavorò alla realizzazione del Moschetto Automatico Beretta, meglio conosciuto come MAB 38. Quest’arma ebbe molto successo durante e dopo la guerra ma negli anni cinquanta, basandosi sull’esperienze maturate con il MAB, la Beretta lavorò allo sviluppo di una nuova arma che avesse prestazioni migliori.

RAW, il pallone armato dell’esercito americano

RAW è l’acronimo di Rifleman’s Assault Wapon, ovvero è l’arma d’assalto della fanteria ed è montato sotto la volata di un fucile con un meccanismo di lancio abbastanza semplice: utilizza lo sparo del fucile per accendere il razzo cilindrico (RAW).

Con questo sistema è possibile sparare fino a circa 200 metri e ha lo scopo di colpire e abbattare i bersagli resistenti. La Raw ha un diametro di 140 mm con una lunghezza totale di 0,305 metri e una gittata di minima teorica di 2000 metri. Il peso della bomba è di circa 1,36 kg tanto ad arrivare ad un peso totale di 2,72 kg.

La potenza che riesce ad esprimere la Raw , 140 mm contro i tradizionali 40 mm, può benissimo demolire la corazza di un carro armato e, rispetto agli altri sistemi di questo tipo, utilizza un tromboncino posto sotto il fucile.

L'MP5 Navy

MP5, un arma speciale per operazioni speciali

Incursori armati con MP5NLa HK MP5 (Heckler und Koch Machinenpistole model 5), per gli amici MP5, è una pistola mitragliatrice ideata dalla casa tedesca Heckler & Koch (HK) negli anni sessanta. Già dalla Seconda guerra mondiale la Heckler und Koch di Obendorf in Germania, si affermò come una delle case produttrici di armi più importanti d’Europa; il suo successo era imperniato sulla produzione del fucile G3 divenuto successivamente una delle armi standard della Nato.

Proprio prendendo spunto dal progetto G3, dal quale riprese il valido sistema di chiusura, Heckler&Koch ideò l’MP5 (inizialmente chiamato HK54, dove il “5” definisce le submachine gun, mentre il “4” definisce il tipo di munizioni da 9 x 19 mm), una versione pistola mitragliatrice del fucile G3.

Il mortaio M30, la leggenda

Il mortaio M30 è il sistema da 107 mm più conosciuto al mondo è ed stato utilizzato in gran quantità nella guerra del Vietnam e in Corea dove ha trovato un ambiente ideale per esprimere la sua potenza di fuoco; infatti, la guerra di Corea fu condotta lungo linee di trincee che permettevano di mettere a punto postazioni per le squadre di mortai: il modello M30 è un mortaio rigato che spara un proiettile stabilizzato.

Il mortaio M30 cambiò la sua denominazione da 4,2 pollici a mortaio M30 da 107 mm sul finire della seconda guerra mondiale. Il progetto di questo mortaio subì diverse modifiche nel tempo fino ad arrivare a utilizzare un tubo di lancio da 1,524 metri con una gittata massima di quasi sette km e un peso in batteria di 305 kg con la possibilità di utilizzare un carico di bombe HE su 12,2 kg, la variante nebbiogena su 11,32 kg o la bomba a caricamento chimico con 11,17 kg utilizzata come mezzo per aggressivi chimici.

Smith & Wesson 29, il revolver più amato del cinema

Correva l’anno 1955, quando la Smith & Wesson – storica fabbrica americana di armi leggere – decise di lanciare sul mercato un potente revolver a sei colpi e doppia azione. Sembrava un’operazione di lancio come tante altre avvenute prima e nessuno poteva immaginare che di lì a qualche anno la Smith & Wesson 29 sarebbe diventata una delle regine tra le pistole utilizzate in quel periodo.

All’inizio il revolver era destinato a specifiche categorie, come i cacciatori o  i collezionisti, finché Clint Eastwood non la mise nelle mani del suo Ispettore Callaghan, trasformandola di colpo in un pezzo ricercatissimo. Da lì in poi le richieste per la Smith & Wesson 29 registrarono dei picchi straordinari, tanto che la fabbrica americana non riusciva a coprire tutti gli ordinativi del prodotto.

Mk19, il lanciagranate da 40mm dell’esercito americano

La famiglia del lanciagranate M406 è, senza dubbio, quella con il maggior numero di varianti: si parte, infatti, dalla versione iniziale M79, lanciagranate a colpo singolo con una gittata massima di 400 m contro bersagli a zona, fino ad arrivare al modello M203 anche se, in realtà, la lista risulta abbastanza lunga perché esistono diverse varianti.

Di solito il lanciagranate della serie M406 è utilizzato con il fucile M16A1 in grado di sparare granate da 40 metri: la variante M203 è stata anche realizzata per sparare granate contro bersagli puntiformi fino ad una distanza di 150 metri e può anche essere utilizzata in modo efficace contro bersagli più grandi dove, in questo caso, può essere garantita una gittata di 350 metri.