Un carabiniere imbraccia una PM12S2 durante un posto di controllo

Beretta PM12/S2, non invecchia mai

Beretta PM12/S2C’è un posto di controllo e vedete una pattuglia della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri, il capopattuglia vi ferma con la paletta e notate l’altro agente che a distanza vi tiene sotto controllo indossando un giubbotto antiproiettile e impugnando un’arma particolare che somiglia a una grossa pistola ma non lo è; tutti la chiamano mitraglietta: è la pistola mitragliatrice Beretta PM12.

A cavallo tra i due conflitti mondiali la Beretta lavorò alla realizzazione del Moschetto Automatico Beretta, meglio conosciuto come MAB 38. Quest’arma ebbe molto successo durante e dopo la guerra ma negli anni cinquanta, basandosi sull’esperienze maturate con il MAB, la Beretta lavorò allo sviluppo di una nuova arma che avesse prestazioni migliori.

IDEX 2011, apre la mostra mercato

Inaugurata sabato 20 febbraio e si concluderà il prossimo 24 dello stesso mese, presso l’Abu Dhabi National Exhibition Center negli Emirati Arabi Uniti, IDEX 2011, la mostra-conferenza internazionale sulla difesa e la sicurezza.

Il tradizionale evento è ormai giunto alla decima edizione ed è un momento di vero confronto tecnologico e militare, oltre a rappresentare uno dei massimi eventi delle regione araba avvalorata anche dall’enorme numero di partecipanti, circa 900 aziende del settore provenienti da ogni parte del mondo.

L’Italia è rappresentata da diverse importanti società: da Selex Galileo ad AgustaWestland fino a passare per Alenia Aeronautica e arrivare a Oto Melara, in effetti, partecipano tutte le maggiori aziende del gruppo Finmeccanica con Alenia Aermacchi, DRS Technologies, SELEX Communications, SELEX Galileo, SELEX Sistemi Integrati e Wass, e le joint venture Thales Alenia Space – Thales/Finmeccanica – ed e-Geos (Telespazio/ASI).

Un MQ-9 Predator Armato fino ai denti

MQ-1 Predator, discretamente micidiale

MQ-1 Predator B in volo sul desertoChi lo avrebbe mai detto: si può essere il pilota di un velivolo militare, magari armato fino ai denti, standosene comodamente seduti al sicuro a terra. La moderna tecnologia ha creato gli UAV (Unmanned Aerial Vehicle), velivoli che possono essere pilotati a distanza tramite una stazione remota, i cosiddetti Droni. Uno di questi velivoli è ormai famoso per il suo ampio utilizzo nei moderni scenari bellici soprattutto dall’USAF e dalla CIA: è l’MQ-1 Predator costruito dalla General Atomics.

La CIA e il Pentagono hanno iniziato a sperimentare i droni da ricognizione nei primi anni 1980. All’inizio del 1994 la General Atomics Aeronautical Systems si è aggiudicò un contratto per sviluppare il Predator iniziando la prima fase Advanced Concept Technology Demonstration (ACTD) che durò fino al 1996. Il nuovo progetto derivava direttamente dal drone “Zanzara GA 750 UAV”  svilluppato dall’azienda Leading Systems Inc. di Abraham Karem dopo la stessa ditta, costretta al fallimento, fu rilevata. Nel 1995, il prototipo del Predator partecipò alle esercitazioni militari statunitensi dette Sabbie Roving; il velivolo riscosse un grande successo tanto che le alte sfere militari USA decisero di utilizzarlo nella guerra dei Balcani.

Fabbrica d’Armi Pietro Beretta

Il nome Beretta è spesso associato alle pistole in dotazione alle forze dell’ordine siano esse reali o cinematografiche, ma forse non tutti sanno che la Fabbrica d’Armi Beretta è una delle più antiche al mondo, affondando le sue radici addirittura nell’epoca rinascimentale.

Correva l’anno 1526, quando Bartolomeo Beretta da Gardone, fabbricante d’armi di mestiere, consegnò la bellezza di 185 canne d’archibugio all’Arsenale di Venezia, dando il via ad un processo di produzione e vendita che ha attraversato i secoli per arrivare fino ai giorni nostri. Di lì in poi, infatti, il nome Beretta si diffuse in tutta la Penisola, fino a varcare i confini nazionali, grazie ad un progetto familiare che prevedeva il passaggio del testimone da padre in figlio.

Hello Boys, il fucile anticarro

Il fucile anticarro è un’idea che viene da lontano; in effetti, è dalla prima guerra mondiale che si utilizzano sistemi controcarro di questo tipo finalizzate per arrestare l’avanzata dei primi mezzi corazzati e unità meccanizzate, anche se non sono per nulla paragonabili con i sistemi corazzati moderni.

Il fucile anticarro era un’arma potente che poteva fermare un elefante in corsa e capace di arrestare con la sua potenza distruttiva le corazze leggere dei primi carri armati. Dalla seconda guerra mondiale e con la graduale sostituzione delle originarie corazze con sistemi più efficaci e con l’introduzione delle armi controcarri della fanteria, quali bazooka o Panzerfaust, i fucili anticarro persero il loro potenziale distruttivo.

Esistono diversi fucili controcarri e ognuno può vantare un servizio eccellente e, tra questi, non possiamo non ricordare il modello Boys, Mk 1, con un calibro da 13,97 mm in grado di perforare fino a 21 mm di acciaio da 302 metri di distanza con una velocità iniziale di 991 m/s.

Il gettaponte Biber, la guerra del genio

Non può esserci un esercito senza il genio e non può esistere il genio senza un gettaponte, ovvero un sistema di tipo corazzato che permettono alle forze armate di proseguire nella loro avanzata incuranti dalla presenza degli ostacoli che incontrano durante il loro andamento.

I gettaponti sono stati realizzati fin dalla seconda guerra mondiale, ma dobbiamo aspettare gli anni successivi per vedere all’opera l’evoluzione dei mezzi corazzati di questo tipo e, di sicuro, il gettaponte Biber della ex Repubblica Federale Tedesca può rappresentare un valido esempio tanto da essere riconosciuto un ottimo sistema, almeno dalle sue evoluzioni successive.

Il gettaponte di tipo B venne realizzato dalla industrie Krupp nel 1975.

Un soldato lancia un drone RQ-11 Raven

Droni UAV, guerra a distanza

Prototipi di UAV in formazione Qualche decennio fa, vedendo un veicolo del genere, qualcuno avrebbe affermato con certezza di aver visto un veicolo proveniente da un altro mondo. Oggi invece possiamo dire, quasi con assoluta certezza, di aver visto un UAV.  

UAV è l’acronimo di Unmanned Aerial Vehicle (veicolo aereo senza pilota) e così si definiscono quel tipo di veicoli che volano senza la necessità di un pilota a bordo ma comandati a distanza da una stazione o programmati per il volo in autonomia. Spesso i veicoli UAV sono anche detti Droni (dall’inglese drone che vuol dire “ronzio” a causa del rumore prodotto). Inizialmente i droni venivano considerati un sistema di addestramento per piloti o come strumenti bersaglio per antiaerea e operatori radar ma in breve tempo, con la comparsa di tecnologie sempre più evolute, sono stati sviluppati anche i cosiddetti UAV tattici, ovvero dotati di strumenti di ELINT (Electronic Intelligence) e fotocamere o telecamere per il controllo del territorio (UAVP,Universal Aerial Video Platform).

RAW, il pallone armato dell’esercito americano

RAW è l’acronimo di Rifleman’s Assault Wapon, ovvero è l’arma d’assalto della fanteria ed è montato sotto la volata di un fucile con un meccanismo di lancio abbastanza semplice: utilizza lo sparo del fucile per accendere il razzo cilindrico (RAW).

Con questo sistema è possibile sparare fino a circa 200 metri e ha lo scopo di colpire e abbattare i bersagli resistenti. La Raw ha un diametro di 140 mm con una lunghezza totale di 0,305 metri e una gittata di minima teorica di 2000 metri. Il peso della bomba è di circa 1,36 kg tanto ad arrivare ad un peso totale di 2,72 kg.

La potenza che riesce ad esprimere la Raw , 140 mm contro i tradizionali 40 mm, può benissimo demolire la corazza di un carro armato e, rispetto agli altri sistemi di questo tipo, utilizza un tromboncino posto sotto il fucile.

L'MP5 Navy

MP5, un arma speciale per operazioni speciali

Incursori armati con MP5NLa HK MP5 (Heckler und Koch Machinenpistole model 5), per gli amici MP5, è una pistola mitragliatrice ideata dalla casa tedesca Heckler & Koch (HK) negli anni sessanta. Già dalla Seconda guerra mondiale la Heckler und Koch di Obendorf in Germania, si affermò come una delle case produttrici di armi più importanti d’Europa; il suo successo era imperniato sulla produzione del fucile G3 divenuto successivamente una delle armi standard della Nato.

Proprio prendendo spunto dal progetto G3, dal quale riprese il valido sistema di chiusura, Heckler&Koch ideò l’MP5 (inizialmente chiamato HK54, dove il “5” definisce le submachine gun, mentre il “4” definisce il tipo di munizioni da 9 x 19 mm), una versione pistola mitragliatrice del fucile G3.

Il mortaio M30, la leggenda

Il mortaio M30 è il sistema da 107 mm più conosciuto al mondo è ed stato utilizzato in gran quantità nella guerra del Vietnam e in Corea dove ha trovato un ambiente ideale per esprimere la sua potenza di fuoco; infatti, la guerra di Corea fu condotta lungo linee di trincee che permettevano di mettere a punto postazioni per le squadre di mortai: il modello M30 è un mortaio rigato che spara un proiettile stabilizzato.

Il mortaio M30 cambiò la sua denominazione da 4,2 pollici a mortaio M30 da 107 mm sul finire della seconda guerra mondiale. Il progetto di questo mortaio subì diverse modifiche nel tempo fino ad arrivare a utilizzare un tubo di lancio da 1,524 metri con una gittata massima di quasi sette km e un peso in batteria di 305 kg con la possibilità di utilizzare un carico di bombe HE su 12,2 kg, la variante nebbiogena su 11,32 kg o la bomba a caricamento chimico con 11,17 kg utilizzata come mezzo per aggressivi chimici.